L'eternit nasce nel 1901 da un' idea di Ludwig Hatschek che ne brevetta i diritti in quello stesso periodo. Si tratta precisamente di una mescola di amianto e cemento (fibrocemento) che prenderà piede soprattutto negli anni ottanta in cui raggiunge la sua più alta diffusione.
Il suo sviluppo si ebbe in realtà già nel 1911 in cui iniziò la produzione di tegole per infissi esterni e condutture per il trasporto dell'acqua piovana, divenendo di fatto uno standard per le tubazioni degli acquedotti (anni 70).
Non si conoscevano ancora gli effetti nefasti di tale materiale e visti i bassi costi e l'elevata resistenza chimica ad agenti infiammabili, si diffuse in pochissimo tempo in tutto il mondo.
La mistura di cemento e fibre ha tra le sue spiccate caratterische una forte resistenza alla trazione, alla corrosione ed agli agenti atmosferici, oltre ad una scarsa infiammabilità. Al tutto si unisce poi l'estrema leggerezza e la facilità di impiego.
L'eternit trova posto anche in oggetti di uso quotidiano (a tal proposito è da citare la sedia da spiaggia di Willy Guhl) ed inizia ad essere prodotto anche con differenti colorazioni. E' solo nel 1984 che ci si rende conto dell'elevata tossicità delle sue fibre e vennero per questo sostituite con filamenti non cancerogeni. Tuttavia le produzioni di materiali in eternit continuarono ancora per un certo periodo.
Altri materiali prodotti dalla nota società Eternit AG furono materiali di rivestimento per tetti ed edifici, e pannelli per infrastrutture.
Nel 2006 è stata avviata una causa ai danni della ditta dei fratelli Schmidheiny (ex amministratori della Eternit AG) in quanto ritenuti colpevoli di svariate morti tra i propri dipendenti, dovute agli effettivi nocivi provocati dall'amianto (neoplasie del mesotelio: cavità dei testicoli, polmoni, pleura ecc.).
La produzione di Eternit è attualmente attiva ma con la legge del 27 marzo del 1992 (numero 257) ne viene vietata l'importazione, l'esportazione e la conseguente lavorazione. Le aziende produttrici hanno dunque sostituito le fibre nocive di amianto con fibre di cellulosa, GFRP, PVA e di vetro che non risultano dannose ne in fase di produzione e ne in fase di smaltimento. I materiali prodotti con queste nuove misture mantengono comunque le caratteristiche sopra citate.
Ricordiamo infine che per qualsiasi intervento di bonifica di vecchi materiali in amianto occorre non intervenire personalmente ma fare riferimento esclusivamente alla propria azienda sanitaria locale (ASL) o all'ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente), che provvederanno alla rimozione tramite ditte specializzate ed ampiamente certificate. |